Come si svolge un’indagine

Facciamo l’esempio di un caso di presunta infedeltà coniugale (ma lo stesso vale anche in altri casi: investigazioni aziendali, tutela di minori, ecc.). Spesso succede che il cliente ci contatti su suggerimento di un legale. Si fissa un primo incontro nel corso del quale si cerca di stabilire quale sia l’obiettivo del lavoro di investigazione (ad esempio appurare se il coniuge abbia una relazione in corso, oppure – nei casi di divorzio con addebito – l’effettivo standard economico del soggetto sul quale indagare).
Si cerca di delineare – con l’aiuto del cliente –  quali siano le abitudini del soggetto da controllare: i suoi orari lavorativi, eventuali impegni (palestra o altri hobbies), frequentazioni abituali.
Terminata questa fase preliminare, si passa a stabilire un piano di azione: per quanto tempo, con quali mezzi e in quali orari porre in atto la sorveglianza. Dopo di che si passa all’azione, raccogliendo e documentando (fotografie, filmati ecc.) quanti più fatti possibili.
Alla fine del periodo di sorveglianza concordato col cliente, si presenta al medesimo una relazione che include anche la documentazione di cui sopra. A questo punto sarà il cliente a decidere se i risultati ottenuti siano soddisfacenti o se proseguire l’azione investigativa.
Le prove che vengono raccolte sono producibili in giudizio, con l’eventuale testimonianza degli operatori che hanno lavorato al caso.